IL RESTO DEL CARLINO (21/11/2006 - CURA GENICA PER LA PELLE, PAZIENTI DA TUTTA ITALIA)
CURA GENICA PER LA PELLE, PAZIENTI DA TUTTA ITALIA
di Alessandro Malpelo
MEDICINA Da Modena terapia all’avanguardia
Il Resto del Carlino - MO, 21/11/2006
La scoperta di una cura all’avanguardia tutta modenese per una rara malattia della pelle, la epidermolisi bollosa, ha messo in moto malati e familiari. Allertati attraverso il tam tam della loro associazione, Debra onlus, decine di pazienti alle prese con l’incubo della rara patologia genetica sono venuti qui da ogni parte d’Italia a "prenotare" una visita.
Primi al mondo, i dermatologi del Policlinico universitario, in collaborazione con gli specialisti del Centro di ricerca sulle cellule epiteliali della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto hanno sperimentato con successo la terapia genica su un volontario di 36 anni di Torino afflitto dalla nascita da una rara forma di desquamazione che gli aveva già devastato le gambe. E’ una tecnica complessa e mai concepita prima d’ora, che si basa sul prelievo di staminali, la riparazione dei geni difettori attraverso tecniche di biologia molecolare, la coltivazione in laboratorio di nuovi tessuti e sul trapianto da donatore omologo degli organi così preparati. In pratica il soggetto ha ricevuto pelle sana prodotta dalle sue stesse cellule difettose, che sono state riparate e indotte a moltiplicarsi. Un modello di cura che finora era stato provato solo, con alterna fortuna, sulle componenti del sangue e che gli studiosi contano di applicare al più presto ad altre malattie genetiche, tra le quali la distrofia corneale, che conduce a cecità.
Il felice esito della ricerca è stato pubblicato in un articolo scientifico sulla rivista internazionale Nature Medicine e riportato sulle pagine della medicina del Quotidiano Nazionale (il Resto del Carlino - la Nazione - il Giorno). I professori che hanno fatto la scoperta sono Michele De Luca, ordinario di biochimica, Fulvio Mavilio, biologo molecolare, Graziella Pellegrini, biologa cellulare e Alberto Giannetti, titolare della cattedra di Dermatologia, tutti docenti dell’ Ateneo geminiano. Ieri in rettorato, sede centrale dell’ Università di Modena e Reggio Emilia, hanno illustrato in dettaglio ai rappresentanti della stampa la tecnica adottata, e hanno poi incontrato i malati che premevano in attesa di ricevere informazioni di prima mano, decisi a intraprendere al più presto un analogo ciclo di cure.
A fare gli onori di casa con il professor De Luca, che è nel contempo direttore scientifico della Banca degli Occhi del Veneto, il magnifico rettore Gian Carlo Pellacani, il prof. Stefano Ferrari della Facoltà di Biotecnologie, il direttore amministrativo dell’Azienda Policlinico, Maurizio Pirazzoli, e la dottoressa Chiara Cecchi di Telethon, l’istituzione che ha erogato buona parte di finanziamenti. Altre preziose risorse economiche collegate a questo progetto sono state profuse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per il centro di medicina rigenerativa, la promettente start up biotecnologica che sta per nascere in via Campi sulla Vignolese, dove si studierà la possibilità di realizzare organi e tessuti in alternativa al classico trapianto da donatore.
Scoperte come questa hanno dunque una duplice valenza. Sono traguardi dell’assistenza, che migliorano la qualità di vita delle persone, ma anche opportunità offerte agli universitari e al mondo economico modenese, che potrebbe dare vita a un rilancio del biomedicale mirandolese, dove già si stanno individuando incubatori per aziende supertecnologiche e luoghi deputati alla formazione di personale sanitario di eccellenza.






